Progetto Caduceo
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SCHEDE TERAPEUTICHE

LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Sommario

LE DIFESE DEL NOSTRO ORGANISMO
LE INTOLLERANZE ALIMENTARI
L'APPROCCIO MEDICO UFFICIALE
L'APPROCCIO OLISTICO
RIFERIMENTI

Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo, che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità da voi stessi.

Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.


PREMESSA

Trovi qui sotto un breve riassunto sulle difese organiche (Reazione infiammatoria e Sistema immunitario), a favore dei lettori che non possiedono questo tipo di informazioni. Sottoliniamo il fatto che senza tali conoscenze la lettura di questa pagina non potrà essere chiaramente compresa. Per maggiori dettagli su questo argomento clicca qui.


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LE DIFESE DEL NOSTRO ORGANISMO

La malattia ha sede nella cellula, è cioè sempre in rapporto con una lesione della struttura o della funzione di una o più cellule. Questo concetto, espresso dapprima da Morgagni e ribadito poi da Virchow, rappresenta il cardine della Patologia generale (Enciclopedia della Scienze De Agostini).

LA REAZIONE INFIAMMATORIA up.jpg

Il nostro organismo, per difendersi da tutto ciò che potrebbe essere pericoloso, utilizza delle cellule particolari: alcune di esse fanno parte dei globuli bianchi contenuti nel sangue ed altre, invece, sono disseminate in tutto l'organismo dove esso contatta il mondo esterno. Queste cellule che fungono da sentinelle, sempre all'erta nel loro lavoro di sorveglianza, si chiamano mastociti e si trovano localizzate nel tratto respiratorio, nel tubo digerente (stomaco e intestini), nell'apparato uretro-genitale ed, ovviamente, su tutta l'epidermide.

I mastociti sono in grado di riconoscere le cellule strane, generalmente proteine, che potrebbero danneggiare l'organismo. Quando esse riconoscono un nemico, e lo possono riconoscere dal suo antigene (una specie di firma biologica posseduta da tutte le sostanze viventi), liberano alcune sostanze chimiche, tra cui l'istamina. Le sostanze rilasciate hanno molte funzioni, la più importante è quella di richiamare in quell'area delle cellule, dette macrofagi (grandi mangiatori), che fanno parte dei globuli bianchi del sangue, e provvedono ad eliminare il nemico e quindi pulire il campo di battaglia.

La reazione infiammatoria, detta anche "infiammazione", occorre quando i tessuti vengono danneggiate da batteri, traumi, tossine, calore, o qualsiasi altra causa nociva. Le sostanze emesse dai mastociti, causano l'allargamento dei pori dei vasi capillari sanguigni affinché possano uscire i macrofagi e parte del liquido di cui il sangue è costituito. Questo liquido, una volta uscito dai capillari, aiuta isolare le sostanze anomale da ulteriori contatti con i tessuti del corpo.

Nell'area dove è in corso una reazione infiammatoria appaiono quasi sempre i seguenti segnali: calore, rossore, dolore, gonfiore, a volte compare anche il pus, che rappresenta un accumulo di macrofagi e nemici sconfitti.

Con la "reazione infiammatoria", l'organismo riesce ad eliminare buona parte dei nemici. Quando essa non risulta sufficiente entra in azione il Sistema immunitario.


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IL SISTEMA IMMUNITARIO up.jpg

Il Sistema immunitario rappresenta l'esercito preposto alla difesa del nostro organismo. Nel suo insieme utilizza varie cellule, tutte facenti parte dei globuli bianchi del sangue. Tra esse, le più importanti, sono:

  • linfociti T. Eliminano le cellule dello stesso corpo che sono diventate tumorali o infestate da virus.
  • linfociti B. All'occorrenza si trasformano in plasmacellule e quindi generare degli anticorpi (o Immunoglobuline), capaci di neutralizzare i nemici arrivati dall'esterno e fare in modo che i macrofagi li possano eliminare.
  • linfociti T soppressori. Entrano in azione per fermare l'attività delle altre cellule quando il nemico è stato sconfitto.
  • macrofagi. Sono in grado di eliminare i "nemici" inglobandoli e digerendoli.
Sequenza con cui l'organismo provvede alla sua difesa:
  • 1. I mastociti intercettano una cellula anomala, dal suo antigene sono in grado di distinguere se è pericolosa e, in caso affermativo, secernono delle sostanze chimiche (istamina, ecc.), che innescano una reazione infiammatoria.
  • 2. I pori dei vasi sanguigni si dilatano, parte dei fluidi del sangue se ne escono portando con sé i macrofagi capaci di inglobare e digerire le cellule nemiche. Questa fase prende il nome di "reazione infiammatoria o infiammazione".
  • 3. Se l'attività dei macrofagi non è sufficiente, entra in azione il Sistema immunitario che, a seconda del tipo di nemico, provvede a:
    • a) se è una cellula dello stesso organismo che è diventata tumorale o infestata da virus, vengono attivati i linfociti T che la eliminano direttamente, utilizzando delle sostanze speciali che ne perforano la superficie.
    • b) se è una cellula eterologa, ovvero che non fa parte dello stesso organismo, vengono attivati i linfociti B, i quali maturano e si trasformano in plasmacellule capaci di generano anticorpi (o Immunoglobuline). Gli anticorpi si attaccano alle cellule nemiche e le rendono facilmente attaccabile dai macrofagi.
La memoria del Sistema immunitario up.jpg

Quando il Sistema immunitario incontra un nemico genera dei linfociti B o T al fine di neutralizzarlo ed eliminarlo. La preparazione dei linfociti, adatti a tale compito, comporta alcune ore e, in certi casi, persino qualche giorno.

Per evitare questo lavoro preparatorio, il Sistema immunitario memorizza le informazioni relative al "nemico" sulla superficie dei mastociti (le sentinelle localizzate in tutto l'organismo). Pertanto, se il medesimo "nemico" si dovesse ripresentare, l'azione di difesa sarebbe immediata. Questo meccanismo, in molti casi, ci difende da vari tipi di malattie ed è lo stesso che viene utilizzato dalle vaccinazioni.

I disordini del Sistema immunitario up.jpg

I disordini e i sistemi immunitario accadono quando la risposta immunitaria è inappropriata, eccessiva o mancante.

  • Risposta inappropriata. Avviene contro gli organi e/o tessuti trapiantati. Rappresenta la maggiore complicazione dei trapianti di organi. Può avvenire anche dopo una trasfusione di sangue a causa della incompatibilità tra i gruppi sanguigni. A causa di una risposta inappropriata possono subentrare le "malattie autoimmuni" (ad es. Lupus erimatoso sistemico ed Artrite reumatoide), in cui il Sistema immunitario distrugge i tessuti del proprio stesso corpo.
  • Risposta mancante. In questo caso possono nascere gravi problemi, di cui l'AIDS rappresenta un chiaro e triste esempio.
  • Risposta eccessiva. Rientrano in questo caso le allergie, in cui si assiste ad una reazione verso una sostanza che nella maggioranza della gente il corpo non riconosce come pericolosa. Tale sostanza viene chiamata "allergene".

Per maggiori dettagli sul Sistema Immunitario clicca qui.


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LA DIFESA INTESTINALE up.jpg

Quando il sistema digerente funziona bene solo alcuni componenti, accuratamente selezionati, posso attraversare la mucosa dell'intestino ed entrare nel flusso sanguigno. Ma quando le condizioni non sono ottimali può verificarsi un'infiammazione della mucosa intestinale, specialmente del colon e del retto, con conseguente diminuzione della sua impermeabilità.

In queste condizioni, alcune particelle estranee (specialmente i peptidi, ovvero frammenti di proteine maldigerite), riescono a filtrare attraverso la mucosa intestinale e ad entrare nel flusso sanguigno, ciò provoca la reazione del Sistema Immunitario che le attacca considerandole, giustamente, come nemici da eliminare. Gli scienziati che hanno studiato questo fenomeno hanno riscontrato che tale disfunzione può causare anche alcune forme di artrite.

Se la quantità di tossine, batteri, funghi e parassiti, che riescono ad arrivare nel sangue dovesse essere elevata, potrebbe persino superare la capacità detossificante del fegato creando varie sintomatologie, tra cui: allergie, intolleranze, confusione, perdita di memoria e mente annebbiata.

Per dettali vedere Leaky Gut Syndrome (La sindrome di sgocciolamento intestinale).

Una teoria sul come nascono le malattie autoimmuni up.jpg

Alcune cellule di animali, specie quelle del maiale, sono assai simili a quelle del corpo umano. Se alcune di queste cellule mal digerite o non digerite, riescono a superare la barriera creata dalla mucosa intestinale possono, tramite la linfa, arrivare in qualche altra area del corpo.

Qui giunte, attivano il Sistema Immunitario che le considera come un nemico penetrato dall'esterno e crea degli anticorpi per eliminarle. Ma siccome le cellule considerate "nemiche" sono assai simili a quelle dell'area in cui sono state localizzate, vi è il rischio che gli anticorpi inizino a colpire anche quelle di quell'area, ovvero una parte dello stesso corpo a cui appartiene, dando così origine ad una malattia cosidetta autoimmune.

Per dettali vedere Leaky Gut Syndrome (La sindrome di sgocciolamento intestinale).


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IL COMPLEMENTO up.jpg

Il "complemento" è un componente del plasma sanguigno formato da venti proteine complesse, che si attivano in cascata, una dopo l'altra, creando delle molecole capaci di eliminare le cellule nemiche attaccandosi alla loro membrana protettiva e perforandola.

Solitamente la cascata è attivata dalla proteina n. 1, quando essa trova degli antigeni catturati da un anticorpo. La velocità con cui si attivano tutte le proteine in cascata è incredibile, e come risultato la cellula nemica viene "bucata" e neutralizzata (via classica).

Talvolta il complemento può essere attivato anche in assenza di antigeni legati ad anticorpi, in questo caso (presenza di virus o batteri), è la proteina n. 3 che si attiva e fa attivare tutte le altre proteine (via alternativa).


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LE INTOLLERANZE ALIMENTARI up.jpg

Si calcola che, attualmente, circa l'1% della popolazione italiana soffra di intolleranze alimentari, e tale cifra è in aumento.

L'importanza dell'interazione tra cibo e organismo è di interessante attualità, è stato infatti riscontrato che in certi casi l'alimento può produrre un danno tissutale su vari organi ed apparati, tra cui la mucosa intestinale sembra la più colpita. Accade anche, sempre più spesso, che una dieta non riesca a far perdere peso, oppure che si soffra di qualche disturbo particolare (gonfiori, allergie, problemi cefalee ed altro), e che questo trovi la sua origine in una intolleranza alimentare.

Va notato che un solo alimento non tollerato può provocare svariati sintomi, tra cui: tachicardia ed aritmia, edemi, cefalea ed emicrania, naso colante, eccitazione, colon irritabile, nausea, dolori muscolari, ecc.

Queste intolleranze vengono anche definite enzimopatie, e possono insorgere a tutte le età. L’esistenza di queste intolleranze rappresenta un modo di agire errato del Sistema Immunitario, ciò riduce la sua capacità difensiva e crea maggiore possibilità di contrarre qualche malattia. Questo tipo di reazione è assai più frequente di quelle causate dalle allergie alimentari (100 casi di intolleranze per 20 di allergia).

Le intolleranze possono dipendere da problemi digestivi/assimilativi o dall'azione di sostanze anomale (farmaci, additivi, ecc.), talvolta presenti negli alimenti o prodotte dall'intestino a causa della fermentazione degli alimenti stessi. In questi casi la reazione è riproducibile ed è dose-dipendente.

Mentre per scatenare una reazione allergia basta una minima quantità di prodotto, per una reazione da intolleranza alimentare è necessario un accumulo di sostanze tossiche verso le quali l'organismo diventa particolarmente sensibile. Le intolleranze vengono perciò definite "dose-dipendente"; dipendono, infatti, dalla quantità di prodotto assunto.

È importante differenziare le intolleranze alimentari dalle allergie (in cui cui compaiono sempre gli anticorpi IgE). Sembra, infatti, che le intolleranze siano mediate da una attivazione delle linfociti B con produzione di anticorpi IgG e IgA, provocata da frazioni proteiche del cibo e dei lactobatteri, con coinvolgimento anche dei linfociti T e delle interleuchine.

Esistono vari tipi di intolleranze (enzimatiche, farmacologiche, ecc.). Quelle farmacologiche vengono anche definite reazioni pseudoallergiche (PAR), perché, a livello clinico, esistono molte somiglianze con le allergie mediate dagli anticorpi IgE.

Le intolleranze note scientificamente sono solo due:

  1. intolleranza al glutine (celiachia o malattia celiaca),
  2. intolleranza al lattosio.

Va notato l'intolleranza non è dovuta ad un alimento particolare (ad es. la pasta). Quando si parla di "intolleranza al glutine", non ci si dovrebbe riferire al pane, alla pasta o altri cibi a base di frumento, bensì al glutine, un gruppo di molecole che sono contenute nel frumento ed anche in altri cereali... e tali molecole, fisiologicamente attive, sono milioni. Pertanto, un test che si basa sul pane o la pasta non ha molto valore, si pensi quanti tipi di pasta o pane esistano in commercio!

Le intolleranze alimentari sono difficili da riconoscere, perché attivano una reazione MEDIATA (e non "immediata" come le allergie), i sintomi appaiono infatti dalle 3-4 alle 72 ore dopo l'assunzione del cibo incriminato. Queste intolleranze non danno una reazione evidente come le allergie; all'inizio possono proporre dei sintomi leggeri ma, se non riconosciute e curate nel tempo, aumentano il carico tossico nell'organismo, e possono creare i presupposti per disturbi assai seri, disfunzioni e malattie.

I disturbi legati alle intolleranze sono diversi da quelli delle allergie: sono meno acuti, tendono a ripetersi nel tempo e sono difficilmente collegabili all'assunzione di un determinato alimento. Tali disturbi includono: difficoltà di digestione, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, stanchezza, gonfiori, mal di testa, sfoghi sulla pelle, tosse, rinite, asma.

Patogenesi delle intolleranze alimentari up.jpg

Nel nostro intestino il Sistema Immunitario è presente con le placche di Peyer che, assorbendo delle particelle degli alimenti in transito, ne controllano gli antigeni generando degli anticorpi IgA. Se le IgA si legano a delle particelle innocue non provocano infiammazioni (a differenza di tutti le altre Ig) ed in seguito vengono digerite ed eliminate dai fagociti (gli spazzini del corpo umano), senza provocare complicazioni.

Nei casi di intolleranza alimentare è carente il processo detto di "induzione di tolleranza orale", pertanto anche gli alimenti non pericolosi anziché legarsi alle IgA si legano con le IgG provocando infiammazione. Infatti, quando gli anticorpi IgM e IgG, si legano agli antigeni (ad esempio i microbi) provocano una reazione infiammatoria.

Pertanto le persone intolleranti a qualche alimento, producono erroneamente più IgG e meno IgA. Questo problema potrebbe risiedere nelle stesse placche di Peyer che, considerando le particelle di cibo innocuo come nemico, le fa legare con gli anticorpi IgG.

Sintomatologia up.jpg

È assai varia, comunque almeno 2 dei sintomi sotto elencati possono far pensare all'esistenza di una o più intolleranze alimentari:

  • Cattiva digestione e disturbi colitici.
  • Gonfiori del viso, delle mani, delle caviglie, del ventre (gas intestinali).
  • Sovrappeso, sottopeso o forti oscillazioni di peso negli anni.
  • Stanchezza cronica, nonostante sonni regolari.
  • Sudorazione eccessiva, anche senza sforzo fisico.
  • Tachicardia, specialmente dopo i pasti.
Cause scatenanti up.jpg
  • Alimenti tradizionali: tutti possono essere incriminati, i più frequenti sono: latte, uova, frumento, granoturco, zucchero, crostacei e pesce. Talvolta sono implicati anche: pomodori, ceci, caffè, cacao e frutta.
  • Alimenti esotici: i mezzi di trasporto veloci hanno permesso una notevole diffusione di cibi provenienti da altri Paesi; cibi che il nostro corpo non ha mai conosciuto e che potrebbe anche non gradire.
  • Cibi Geneticamente Modificati (OGM): questi gibi comportano l'ingestione di sostanze che il corpo non conosce, come quelle inserite attraverso un trasferimento di geni. Va notato che gli OGM sono presenti in oltre il 60% dei prodotti alimentari presenti sul mercato.
  • Disbiosi intestinale (problemi nell'intestino): ciò può provocare sostanze tossiche che, passando nel sangue, generano la reazione immunitaria.
  • Sostanze tossiche: praticamente quasi tutti i prodotti aggiunti al fine di migliorare il gusto, l'aspetto e la conservazione dei cibi. Tra essi citiamo: antiossidanti, conservanti, coloranti, sapidificanti.
    A queste sostanze tossiche vanno aggiunti i metalli pesanti (mercurio, piombo, ecc.), inquinamento atmosferico, radicali liberi. A tutto ciò si aggiunga il fatto che spesso le madri non allattano il neonato al seno ed usano latte artificiale.
  • Sostanze tossiche prodotte da funghi o batteri: tali sostanze possono far parte degli alimenti o averli contaminati durante la lavorazione. Ne sono un esempio le intossicazioni da funghi velenosi, le gastroenteriti causate da tossine batteriche contenute in alimenti avariati (butulino), oppure le manifestazioni nervose dovute ad intossicazioni alcoliche o da caffeina.
Conoscere il glutine up.jpg

Si intende con "glutine" una proteina che, purtroppo, è sempre più presente nella nostra alimentazione. Contrariamente all'idea comune, che lo associa al pane ed alla pasta, è contenuto anche in altri cereali, ad es.: grano, orzo, farro, kamut, segale, triticale, sorgo, spelta, frik (grano egiziano) e, ovviamente, in tutti i loro derivati. A volte lo si trova utilizzato come addensante in creme, budini, prosciutto cotto, insaccati e persino in alcuni medicinali.

Con il passare degli anni gli esperti in agricoltura hanno selezionati cereali a sempre più alto contenuto di glutine. Dal farro usato in epoca romana, che ne conteneva assai poco, si è passati al grano, che ne contiene una buona quantità, e quindi al grano duro, che ne contiene ancora di più. Quest'ultimo è stato creato dagli Italiani che, tra le due guerre mondiali, cercavano un tipo di grano capace di crescere in terreni semi-desertici, come quelli della Libia. Di fatto questo grano cresce in terreni poveri d'acqua, assorbe meno acqua durante la cottura e, per tale motivo, la pasta resta "al dente".

Recentemente si è scoperto un tipo di grano ancora più ricco di glutine che offre una maggiore resa agricola ed ha un contenuto di glutine pari, se non superiore, al 50% delle proteine totali.

Il grande utilizzo attuale del glutine va ricercato nel fatto che rende gli impasti morbidi ed elastici, grande vantaggio nella panificazione perché il pane diventa morbido, a differenza di quello di solo farro che si sbriciola quando si vuole affettarlo. Si comprende facilmente come panini e tramezzini trovino l'uso di pane al glutine estrememente adeguato.

Non si è ancora ben definita la quantità di glutine nell'avena e quinoa, il "seitan" (prodotto della linea macrobiotica), ne contiene il 100% ed è assente nel riso, nel miglio e nel grano saraceno. Questo è il motivo per cui si prescriveva la "dieta in bianco" a coloro che soffrivano di gastroenterite, malattie dell'apparato digestivo o fenomeni infiammatori generalizzati. Tale dieta era basata sul riso bollito e acqua di riso, entrambe prive di glutine.

Problemi dovuti alle intolleranze alimentari up.jpg

I problemi causati da questo tipo di intolleranze sono molto vari, se volessimo elencarli tutti ci troveremmo di fronte ad una lista interminabile. Il Sistema Nervoso Centrale (SNC) è frequentemente coinvolto (assieme a muscoli e pelle). Seguono in ordine: l'apparato gastrointestinale, l'occhio e il cuore.

L'astenia, l'iperattività, le dermatiti e i problemi gastrointestinali sono il sintomo più frequente. Il coinvolgimento alimentare può essere rilevato anche nelle cefalee, nell'insonnia e nei dolori (algie) muscolari. Vi è anche uno studio, iniziato nel 1995, che prende in considerazione l'influenza che le intolleranze possono avere sul sovrappeso e le obesità.

Come individuare le intolleranze alimentari up.jpg

Purtroppo non è semplice individuare l'intolleranza alimentare perché appare dopo che il prodotto incriminato è stato consumato per diverso tempo, e non provoca sintomi unici e precisi. Talvolta si possono persino creare dei disordini di peso, sia in eccesso che in difetto.

Esistono diverse metodologie di individuazione: alcune sono di laboratorio ed altre coinvolgono dinamicamente il paziente. I test di laboratorio sono assai complessi e vanno a misurare la quantità di alcuni anticorpi. L'intolleranza al glutine, per es. si scopre mediante dosaggi sierologici: gli AGA, che vanno a misurare la quantità di anticorpi antigliadina di classe IgA e IgG, e gli EMA, che misurano la quantità di anticorpi antiendomisio di classe IgA. Vi è anche un recente test per il dosaggio di anticorpi di classe IgA, gli anti-transglutaminasi.

Tra i vari metodi troviamo anche il Rast test basato sui prelievi sanguigni ed il Prick test, (test della puntura). Questo test si effettua facendo sulla pelle un piccolo taglietto in cui viene versata una goccia di estratto del prodotto da testare. Se la pelle si irrita il prodotto risulta causa di problemi. Si può fare un ulteriore verifica utilizzando l'alimento fresco al posto dell'estratto.

Vi sono anche delle metodologie bioelettroniche tipo EAV (Elettroagopuntura di Voll) e VEGA TEST. Queste apparecchiature permettono di individuare velocemente e con esattezza gli alimenti verso i quali l’organismo può essere intollerante. Una volta conosciuti sarà facile eliminarli, rimuovendo così le intossicazioni e le reazioni da essi provocate. Si tratta di un esame veloce ed indolore, eseguito misurando la corrente che circole in determinati punti di Agopuntura localizzati nelle mani; corrente che varia inserendo nell'apparecchiatura i prodotti alimentari da testare contenuti in apposite fiale.

Vanno citati anche i testi dinamici e personalizzati, che si basano sulla risposta muscolare alla somministrazione dei vari alimenti. Tra essi citiamo il Test Kinesiologico. ed Il Dria test. Con questo test, di recente produzione, si pone a contatto della mucosa sublinguale una sequenza di piccole dose di alimento e si misura, con un computer, la forza del muscolo quadricipite femorale. Se la forza diminuisce significa che la sostanza somministrata non è ben tollerata dall'organismo.

Ovviamente esiste anche il metodo per esclusione, con cui si prova ad eliminare dall'alimentazione un alimento dopo l'altro, fintanto che si arriva ad individuare quello (o quelli) che sono la causa del problema.


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L'APPROCCIO MEDICO UFFICIALE

Il punto di vista medico sulle intolleranze alimentari up.jpg

Teoricamente le proteine che assumiamo con i pasti (carne, presce, pollo, uova, formaggi, ecc.), dovrebbero essere digerite completamente e scomposte in particelle molto più piccole chiamate aminoacidi. Ad oggi la Medicina Ufficiale non conosce perché tali proteine, che dovrebbero essere degradate dall'acido cloridrico prima e dagli enzimi intestinali e pancreatici poi, riescono comunque a superare la mucosa intestinale, anche se non sono completamente digerite, attivando così delle reazioni immunitarie.

Dice a tal proposito Hermann G.F.(1): "Le teorie attuali propongono che le intolleranze alimentari siano mediate da una attivazione dei linfociti B con produzione di anticorpi IgG e IgA da parte di frazioni proteiche del cibo (proteine non digerite completamente, N.d.r.) e dei lactobatteri, con coinvolgimento anche della serie linfocitaria T e delle interleuchine.

È curioso notare come la Medicina Ufficiale, a fronte di tali informazioni, abbia rivolto la sua ricerca sul modo migliore di controllare la reazione del Sistema Immunitario, mentre i motivi che non permettono alla digestione proteica di essere completa ed efficace, e quelli che degradano la mucosa intestinale al punto di lasciar passare sostanze indesiderate (dettagli). sono stati stranamente tralasciati. Pertanto la ricerca citata ha dato luogo a vari farmaci "antiinfiammatori" o "immunosuppressori", ovvero in grado di ridurre l'infiammazione o la reazione del Sistema Immunitario. Questi farmaci, purtroppo, non rimuovono affatto le cause profonde che hanno generato la malattia.

Cura medica dell'intolleranza alimentare up.jpg

La miglior cura per l’intolleranza alimentare è l’esclusione dell’alimento nocivo dalla dieta. Nei casi più gravi viene utilizzata la "terapia desensibilizzante specifica per via orale".


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L'APPROCCIO OLISTICO

Nessun trattamento medico attuale può sinceramente vantare un'alta percentuale di successi, infatti, per poterlo fare, dovrebbe essere dedicato alla rimozione delle cause originarie della malattia (Dr. J.H. Tilden).
Considerazioni iniziali up.jpg

Abbiamo visto più sopra come la Medicina Ufficiale consideri, quale motivo fondamentale delle allergie e intolleranze alimentari, il fatto che gli alimenti (specie quelli proteici), non vengono correttamente digeriti ed assimilati, e riescono a filtrare nella linfa e nel sangue passando dalla mucosa intestinale. Tale cattiva digestione/assimilazione dei cibi, può dipendere da una scarsità di enzimi che li dovrebbero degradare o alla presenza di batteri nocivi che, alterando la flora intestinale, ne impedisce il corretto assorbimento.

A questo si devono aggiungere l'alterazione della mucosa intestinale che, avendo perso la naturale capacità filtrante, permette il passaggio di molecole batteriche o alimentari (intatte o non completamente processate e degradate), nella linfa e nel sangue. Tali molecole hanno caratteristiche antigeniche e sono perciò in grado di creare una reazione immunitaria. Questo fenomeno può avvenire in qualsiasi età. Va notato che i problemi intestinali (disbiosi), secondo alcuni autori tedeschi, sono arrivati a coinvolgere l'80% della popolazione.

Presupposti importanti up.jpg
  • L'uomo non è un carnivoro, lo è diventato per necessità. Questo fatto ci viene confermato dai suoi denti, dal modo di masticare laterale, e dal fatto che nel suo fegato non esiste l'allantoina, una sostanze in grado di ridurre l'acido urico generato dalla digestione delle protiine animali, in un liquido innocuo che possa essere eliminato dai reni. Nell'uomo la capacità renale di eliminazione dell'acido urico è minima, e dovrebbe servire ad eliminare quello che si genera con la distruzione delle cellule organiche rinnovate nei processi di ordinaria manutenzione. (2)
  • Se l'uomo vivesse di prodotti crudi (così come sembra facessero Adamo ed Eva), essi sarebbero completamente digeriti con la masticazione e la digestione gastrica, il pancreas non sarebbe implicato nella digestione e non sarebbe così voluminoso. Si pensi che a parità di peso, un uomo ha il pancreas cinque volte più grande di quello di un vitello. Il pancreas ha iniziato a dover supportare la digestione quando nell'alimentazione umana sono comparsi i cibi cotti e le proteine animali. (3)
  • Alla fine dell'intestino tenue (Ileo) vi sono le Placche di Peyer, ovvero una parte specializzata del Sistema Immunitario, che vigila affinchè eventuali sostanze estranee presenti negli alimenti digeriti non arrivino nell'Intestino crasso o Colon. (4)
  • I metalli tossici (mercurio, piombo, alluminio, cromo, ecc.), possono avvelenare le cellule dell'intestino, e quelle delle Placche di Peyer, riducendone la funzionalità. (5)
  • I prodotti fatti con la farina bianca sono collosi, e come tale creano sulle pareti del colon una patina che aumenta negli anni. Tale patina, che diventa una vera e propria incrostazione, riduce il lume (spazio interno) ed irrita la mucosa, la quale, screpolandosi, lascia filtrare anche sostanze tossiche assai pericolose. (5)
  • Il fegato, tra le sue funzioni, depura il sangue dalle sostanze tossiche ed eventuali allergeni. Può accadere che tale funzione sia ridotta e ciò permette agli allergeni di superare il fitro, diffondersi nell'organismo tramite il sangue, e creare una condizione allergina in qualche sua area. Tra i motivi per cui il fegato può essere alterato ricordiamo la rabbia, che può essere sepolta nel profondo, ma continuare a fare notevoli danni.
Proposta di teoria eziologica delle Intolleranze alimentari up.jpg
  • 1. Dieta non corretta, premura, stress, disturbi emotivi, ansia o depressione, si ripercuotono immancabilmente nella digestione dei cibi, pertanto alcune proteine arrivano nell'intestino Ileo non perfettamente digerite.
  • 2. Il Sistema Immunitario (placche di Peyer) non ha l'efficienza necessaria per eliminarle ed esse possono passare nel Colon.
  • 3. La mucosa del Colon, avendo perso la naturale impermeabilità, permette alle molecole di cui sopra, e ad altre sostanze tossiche, di filtrare nel sangue e nella linfa. Per approfondimento leggere Leaky Gut Syndrome (La sindrome di sgocciolamento intestinale).
  • 4. Il Sistema Immunitario disposto nei gangli linfatici si trova a dover fare un lavoro anomalo, e non riesce ad eliminare tutte le sostanze tossiche.
  • 5. La linfa non completamente depurata tende a depositare le sostanze tossiche in qualche area dell'organismo. Con il persistere delle condizioni anomale i depositi arrivano al punto di creare problemi in quell'area: a tali problemi viene dato il nome di "Intolleranza alimentare".

Approccio olistico alle Intolleranze alimentari up.jpg

Date tutte le premesse esaminate in questo documento appare chiaro che l'unico modo per tentare di risolvere radicalmente l'intolleranza alimentare comprende la seguenti azioni:

  • Digiuno liquido per un paio di giorni con clistere serale (dettagli).
  • Pulizia radicale del colon (dettagli).
  • Pulizia mensile di tutto il tratto intestinale usando uno dei prodotti definiti "purganti" (Fave di Fuca, Magnesia S. Pellegrino, Tisane purgative, ecc.).
  • Seguire le Direttive alimentari per tutta la vita.
  • Leggere qualche buon libro (dettagli).

Il tutto, ovviamente, sotto la supervisione di un professionista che riconosca valido questo tipo di approccio terapeutico.

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Riferimenti bibliografici up.jpg
  • 1. Hermann Gianfrancesco. Le intolleranze alimentari.
    Atti del 2° congresso S.E.N.B. Suppl. n. 3/2000, la Med. Biol., pagg. 3-7.
    www.medibio.it/articoli/archivio_articoli/MBSENB02_01.pdf
  • 2. Carne e prodotti carnei (Ricerca del Progetto Caduceo).
  • 3. Marx Rojek, Gli elementi essenziali nella Terapia di nutrizione Enzimatica.
    NEXUS Italia, anno 10, N. 51, Agosto-Settembre 2004.
  • 4. Jennifer Meek, Rinforzare il Sistema Immunitario.
    RED Edizioni. 1998.
  • 5. Dr. Bernard Jensen, Intestino libero.
    Macro Edizioni, 2002.
Per approfondimento up.jpg
  • Bach J.F., Lesave P., Immunologia.
    Flammarion Medicine-Sciences, 1991.
  • Mandatori M., Rizzo C., Ecologia clinica e intolleranze alimentari.
    Ed. Tecniche Nuove, 1995.
  • Scevole D., Marone P., Flora intestinale e salute dalla microbiologia alla clinica.
    Edizioni Grafiche Mazzucchelli, Milano, 2000.
  • Sheinkin D., Schacter M., Huttone R., Le intolleranze alimentari.
    Edizioni Red, 1991.
  • Speciani A., Gianfranceschi P., Fasani G., Le ipersensibilità alimentari.
    Ed. Tecniche Nuove, 1995.
Siti utili e interessanti up.jpg
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Nota per la terminologia in lingua inglese.

Helper, Helper Cell, T helper, T Helper Cell, T4-helper cell, T4-cell, T4-helper lymphocyte, T4-lymphocyte, CD4 cell e CD4 lymphocyte, sono nomi diversi per gli stessi globuli bianchi del sangue.
linfocita T equivale a T cell.
linfocita B equivale a B cell.

Agenti patogeni. Sono organismi unicellulari, invisibili ad occhio nudo, capaci di danneggiare il nostro organismo. Si suddividono in: batteri, virus e funghi (o miceti).
Agranulociti. Cellule bianche del sangue senza granuli nel citoplasma.
Allergene. Dicesi di qualcosa (generalmente una cellula) che possiede un antigene (vedi sotto) che il corpo riconosce come pericoloso per la sua integrità. In altre parole è una sostanza capace di scatenare una reazione allergica. Tra gli allergeni si trovano: polline, polvere, insetti o animali e i peli di animali.
Amminoacidi. Sono gli elementi costitutivi delle proteine e sono importanti nella formazione delle cellule e dei tessuti. Vengono generati con la digestione dalle proteine assunte con la dieta e sono assorbiti dalla mucosa dell'intestino tenue. Servono a creare nuove proteine da cui derivano i processi di ricostruzione cellulare. Sono conivolti anche nei processi energetici, come la sintesi degli zuccheri e dei lipidi (grassi).
Anafilassi. Si chiama così una malattia allergica, grave ed acuta, che si manifesta poco tempo dopo (secondi o minuti) che una persona già sensibilizzata ha contattato l’allergene. Pertanto non si manifesta mai mai al primo contatto con la sostanza incriminata.
Antigene. Sono delle molecole molto grandi (macromolecole) che il corpo riconosce come nemici per la sua salute. Molti antigeni sono proteine estranee, alcuni, comunque, sono polisaccaridi o acidi nucleici. Pertanto esistono antigeni di microbi e antigeni ambientali (pollini, latte vaccino, penicillina, ecc.).
Antigen-presenting cells (APCs) = Dendritic cells (DC).
Anticorpi. Detti anche Immonuglobuline, sono proteine plasmatiche prodotte dal Sistema Immunitario per proteggere il corpo mediante, detta anche "immunità umorale", perché si sviluppa nel sangue. Servono a riconoscere e combattere gli eventuali "nemici" (es. per virus, batteri) tramite i loro antigeni (vedi sopra). Possono uccidere il nemico direttamente o fare in modo che i macrofagi li possano inglobare. Fanno parte del gruppo delle immunoglobuline le: IgM, IgA, IgD, IgE. Le IgG, sono le più abbondati (75%), ed anche quelle che rispondono subito dopo il contatto delle IgM con l'antigene nemico. Le IgE sono considerate come uno degli agenti principali capaci di scatenare le allergie.
Cellula. È la parte più piccola del nostro corpo. È costituita da un nucleo centrale circondato dal citoplasma, il tutto è protetto dalla membrana cellulare. Nell'uovo, che è una grande cellula, il citoplasma è rappresentato dall'albume, il nucelo dal tuorlo e la membrana cellulare dal guscio.
Cellule dendritiche. Hanno una costituzione stellata.
Cellule M. Vengono così chiamate perché hanno delle microfenditure sulla superfice rivolta verso l'interno ed hanno un'apparenza membranosa. Adempiono a vari compiti, come assobimento, trasporto, elaborazione e presentazione degli antigeni alla cellule linfatiche sotto l'epitelio intestinale. Quelle localizzate sopra le Placche di Peyer (intestino) permettono che gli antigeni raggiungano i tessuti linfatici sottostanti.
Cellule T killer o Cellule T citotossiche. Vengono così definiti i linfociti T che, una volta attivati, emettono delle sostanze in grado di uccidere le cellule nemiche.
Cellule tumorali. Cellule che si moltiplicano in modo anomalo, senza neppure giungere alla completa maturità.
Chemiotassi positiva. Processo che aiuta l'organismo a concentrare i globuli bianchi nel sangue (linfociti, Neutrofili, ecc.) nel punto in cui è stato riscontrato un pericolo.
Citochine. Proteine di piccole dimensioni, prodotte dalle cellule del sistema immunitario (macrofagi, linfociti B e T, ecc.), che trasmettono messaggi in grado di attivare funzioni specializzate come la riproduzione e la differenziazione cellulare. Vedi interleuchine.
Citoplasma. La parte che, in una cellula, circonda il nucleo. In un uovo, che è una grade cellula, il citoplasma viene chiamato "albume" ed il nucleo "tuorlo".
Complemento. È un componente del plasma sanguigno formato da venti proteine complesse, chi si attivano in cascata, una dopo l'altra, e sono in grado di eliminare le cellule nemiche attaccandosi e perforando la loro membrana protettiva.
Clusters of differentiation (CD). I linfociti possono essere classificati sia in base alla loro funzione sia al loro marcatore di superfice definito da come si combinano le molecole sulla loro superficie. Questi marcatori di superficie sono stati definiti "clusters of differentiation (CD)". Finora sono stati identificati 78 CD, per es. CD23, il ricettore sulla porzione FC della IgE e il CD8 che si trova sui linfociti T suppressori
Complesso antigene-anticorpo. Dicesi del legame di un anticorpo con un antigene. Lo scopo di tale lagame è quello di distruggere l'antigene o di attaccarlo ad un Fagocito o ad una Cellula T (Cellula citotossica) che provvederanno a distruggerlo.
Dendritic cells (DC) = Antigen-presenting cells (APCs).
Diapedesi. Processo con cui alcuni globuli bianchi escono dai vasi sanguigni ed entrano negli spazi tra le cellule.
Eparina. È un anticoagulante naturale (usato spesso come farmaco, nei casi in cui si debba evitare la coagulazione, e come additivo nei prelievi di sangue.
Epitelio. Parte più superficiale della mucosa che ricopre molti organi.
Epitelio degli alveoli polmonari. È costituito dai Pneumociti di I e II tipo. I Pneumociti di II tipo secernono delle sostanze grasse (lipoproteine) che ricoprono le pareti proteggendole, ed i macrofagi inglobano le eventuali particelle estranee arrivate con l'aria.
Eterologa. Dicesi di una cellula che non fa parte dello stesso organismo.
Fagociti. Sono i globuli bianchi con capacità fagocitarie. Tra essi troviamo: Eosinofoli, Neutrofili e Monociti. Vanno anche nominati i macrofagi, che sono dei Monociti aggresciuti con notevoli capacità fagocitarie. Va ricordato che i macrofagi vengono chiamati con nomi diversi in relazione al tessuto dove sono localizzati.
Fagocitosi. Capacità di alcuni globuli bianchi del sangue, che permette loro di inglobare e digerire alcune particelle anomale all'organismo. Tra essi troviamo: Eosinofoli, Neutrofili e Monociti (macrofagi). Questi ultimi prendono un nome diverso a secondo del tessuto dove sono localizzati.
Fattori chemiotattici. Sostanze in grado di promuovere la Chemiotassi (vedi).
Granulociti. Cellule bianche del sangue con granuli nel citoplasma.
Immunità. Condizione per cui si è refrattari ad un morbo, a un veleno o altri agenti dannosi. L'immunità viene distinta in naturale e acquisita. Quella acquisita, essendo spesso comune a tutti i soggetti di una stessa specie, è permanente.
Immunoglobuline. Vedi "Anticorpi".
Immunologia. Parte della medicina che studia i fenomeni dell'immunità, i meccanismi e le condizioni della loro comparsa e le direttive di ordine profilattico e terapeutico che se ne possono trarre.
Insulina. È uno dei molti ormoni. Aiuta a trasformare il cibo che assumiamo in energia. Ci aiuta anche a farne una riserva da usarsi quando ne abbiamo bisogno. Tra un pasto e l'altro essa aiuta nell'utilizzo degli zuccheri e dei grassi che abbiamo accumulato.
Interleuchine. Sono piccole proteine che fanno parte delle citochine. Vengono secrete dai linfociti durante la risposta immunitaria e servono per gestire il lavoro degli altri linfociti. Costituiscono un mezzo di comunicazione e coordinazione tra le cellule del sistema immunitario. Sono prodotte anche in laboratorio per creare medicinali utili alle cellule del sistema immunitario. Le interleuchine si chiamano anche linfochine e monochine, a seconda che vengano secrete principalmente da linfociti o da monociti.
Istamina. Sostanza chimica in grado di causare vasodilatazione, edema (gonfiore), broncospasmo (asma bronchiale), iperperistalsi intestinale (vomito e diarrea). Nei casi più gravi può causare il crollo della pressione e collasso (shock anafilattico).
Il suo compito è quello di far dilatare i vasi sanguigni in modo che i globuli bianchi, preposti alla difesa, possano uscire dai vasi sanguigni ed iniziare la battaglia contro i nemici.
Lamina propria. Strato sottostante l'epitelio, ovvero la parte più superficiale della mucosa che ricopre molti organi.
LEC. Liquido extracellulare (liquido presente tra una cellula e l'altra). Corrisponde al 20% del peso corporeo ed è a sua volta suddiviso in: 1. plasma (parte del sangue); 2. liquido interstiziale (vedi); 3. una minima quantità di altri liquidi.
Leucociti. Nome generico per indicare i globuli bianchi del sangue. Se hanno dei granuli nel citoplasma prendono il nome di "granulociti", ne fanno parte Neutrofili, Basofili ed Eosonofili. Se non hanno i granuli si chiamano "agranuliciti", ne fanno parte linfociti, Monociti e macrofagi.
LIC. Liquido intracellulare (liquido presente nelle cellule).
Linfociti B. Globuli bianchi del sange che, nel sistema immunitario, provvedono ad eliminare le cellule anomale (batteri, ecc.) che sono penetrate dall'esterno.
Linfociti T. Globuli bianchi del sange che, nel sistema immunitario, provvedono ad eliminare le cellule del corpo che sono tumorali o infettate da virus.
Linfonodi. Sono un rigonfiamento dei vasi linfatici dove si trovano molti linfociti T.
Liquido interstiziale. Liquido presente negli spazi tra le cellule. Claude Bernard lo ha definito l'ambiente fluido in cui vivono le cellule, in contrasto con l'atmosfera in cui vive il corpo.
Macrofagi. Sono dei globuli bianchi di tipo monocito, che sono cresciuti in grandezza ed hanno acquisito notevoli capacità fagocitarie, da cui il nome che significa "grandi mangiatori".
Va ricordato che i macrofagi vengono chiamati con nomi diversi in relazione al tessuto dove sono localizzati (ad es. Cellule di Langerhans sulla pelle, macrofagi nei nodi linfatici, Cellule di Kupfer nel fegato, ecc.).
MALT (Mucose Associated Lymphoid Tissue). È un sistema di aggregati linfoidi organizzati come noduli linfatici. Sono localizzati lungo la mucosa del canale alimentare (Placche di Peyer, appendice ileo-cecale), delle vie respiratorie e genitourinarie e nella ghiandola mammaria in allattamento.
Marcatori di superficie. Vedere Clusters of differentiation.
Mast cell. Vedi mastociti.

Mastociti o Mastcellule. Cellule di difesa, disseminate nelle aree dove il nostro corpo contatta il mondo esterno. Se incontrano un "nemico" rilasciano istamina ed altre sostanze per richiamare le cellule del sistema immunitario (macrofagi, linfociti, ecc.).
Mediatori chimici. Sostanze (istamina, chinine, prostglandine), che possono: 1. creare infiammazione; 2. aumentare il flusso del sangue nella zona dove è presente un pericolo; 3. richiamare i globuli bianchi del sangue capaci di uccidere i nemici ed inglobare ciò che rimane della battaglia.
Membrana plasmatica. Involucro esterno delle cellule.
Monociti. Rappresentano circa il 3-8% dei globuli bianchi. Sono mobili, possono uscire dai vasi sanguigni ed entrare nei tessuti per inglobare cellule, batteri, detriti cellulari e cellule cancerognene o infettate da virus. Talvolta i Monociti crescono in grandezza e diventano macrofagi.
Opsonizzazione. Processo con cui i microrganismi sono messi nelle condizioni di essere ingeriti e digeriti dai fagociti (fagocitosi).
Opportunistici. Dicesi dei batteri, virus o protozoi che, normalmente, non sono patogeni, ma diventano in grado di provocare infezioni solo in seguito all'indebolimento delle difese immunitarie, come avviene nell’AIDS.
Peptidi. Dicesi di frammenti di proteine maldigerite. Sono dei composti chimici formati dalla combinazione di due o più amminoacidi (vedi).
Pinocitosi. Capacità di alcuni globuli bianchi del sangue, per cui lasciano entrare in se stessi alcuni liquidi determinati.
Plasma cellule. Rappresentano la tappa finale della maturazione dei linfociti B. Sono esse che generano gli anticorpi.
Pneumociti. Vedi Epitelio degli alveoli polmonari.
Precursore. Dicesi di una cellula immatura che necessita un periodo di tempo prima di acquisire tutte le sue caratteristiche.
Pus. Prodotto dall'accumulo dei Neutrofili e dei nemici uccisi.
Sentinel lymph node. E' il primo nodo linfatico raggiunto da una cellula tumorale del seno dopo che ha iniziato ad emigrare dalla sua sede primitiva.
Sensibilizzata. Dicesi di una persona che ha contattato un allergene ed il suo sistema immunitario ha creato gli anticorpi per combatterlo. Quindi ne ricorda le caratteristiche, ed è pronto a scatenare una battaglia se lo incontra di nuovo.
Sistemico. Che può interessare diversi sistemi del corpo.
Tessuto connettivo o Matrice. Il tessuto che costituisce e sostiene le cellule vere e proprie dei vari organi.
Tumore. Crescita anomala di tessuto.
Virus. Entità microscopica parassita di una cellula.


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