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ELEMENTI DI ANATOMIA E FISIOLOGIA (5/6)

IL SISTEMA LINFATICO

Sommario

I TESSUTI CORPOREI up.jpg

IL TESSUTO EPITELIALE. È il tessuto che riveste e protegge sia la superfice del corpo che l'interno delle cavità. Questo tessuto assolve alle seguenti funzioni: protezione, funzioni sensoriali, secrezione, assorbimento ed escrezione ed è la sede di vari tipi di ghiandole.
Nota: il tessuto epiteliale non ha vasi sanguigni ed è a contatto con quello connettivo tramite la membrana basale. Questa membrana, essendo permeabile, permette all'ossigeno ed ai nutrimenti presenti nel sangue di passare (per diffusione) dal tessuto connettivo a quello epiteliale.

IL TESSUTO CONNETTIVO (detto anche Matrice o Mesenchima). È specializzato nel sostenere le varie parti del corpo, a tenerle insieme ed a favorire il trasporto delle varie sostanze tra esse. In questo tessuto le cellule sono spesso lontane e separate da un notevole quantità di matrice non vivente.

IL TESSUTO OSSEO fa parte del TESSUTO CONNETTIVOo. Sempre in questo tessuto sono localizzati i Mastociti (Mast cell) che fanno parte dei Sistemi di difesa. Li troviamo sparsi nella cute e sulle mucose respiratorie e gastrointestinali. Quando la situazione lo richiede si attivano e rilasciano dal loro interno dei mediatori chimici, tra cui l'istamina, che generano quella che viene definita "una risposta infiammatoria".

Il TESSUTO MUSCOLARE. Costituisce i muscoli che muovono il corpo e le sue parti.

IL TESSUTO NERVOSO. Provvede la comunicazione tra le varie parti del corpo e ne coordina i movimenti. Ci consente di ricevere le informazioni dai cinque sensi ed ordinare al corpo di fare i movimenti che riteniamo più opportuni.

LA PULIZIA, IL NUTRIMENTO E LA DIFESA DEI TESSUTI up.jpg

I tessuti corporei sono formati da miliardi di cellule; esse ricevono il nutrimento dal sangue e nel sangue riversano i rifiuti creati con la loro continua attività. Siccome il sangue circola in tubi e tubicini (arterie, vene, ecc.) ben sigillati, è necessario un altro sistema di pulizia che sia in grado di tener pulito lo spazio tra le varie cellule ed asportare sia le cellule morte o danneggiate, che tutte le sostanze estranee (microrganismi compresi), che vi si dovessero trovare.

Per svolgere questo compito, i vasi sanguigni lasciano filtrare nell'ambiente circostante parte dell'acqua ed altre sostanze, che entrano a far parte del liquido interstiziale, ovvero il liquido che si trova tra una cellula e l'altra.

LA LINFA E I VASI LINFATICI

Per equilibrare la fuoriuscita di liquidi dai capillari sanguigni, parte di essi rientra nel sangue (circa il 40%), mentre la rimanente "bagna, lava, nutre e difende" i tessuti e, fatto questo, entra nei capillari linfatici e prende il nome di Linfa.

I capillari linfatici sono a fondo cieco e si trovano distribuiti in tutto il corpo, tranne che nel Sistema Nervoso Centrale (SNC). Essi, come i ramoscelli di un albero, si congiungono per formare dei vasi linfatici sempre più grandi, fintanto che se ne formano solo due: il dotto linfatico destro ed il dotto toracico. Questi due dotti versano la linfa nel sangue che scorre alla base del collo, appena prima che da esse il sangue fluisca cuore.

A questo punto i liquidi usciti dai capillari sanguigni sono ritornati nel sangue e l'equilibrio è stato ristabilito. Ricordiamo che il liquido interstiziale, dopo essere entrato nei capillari linfatici, viene chiamato "linfa" . L'insieme di tutti i condotti attraversati dalla linfa, dai capillari ai due dotti, viene definito "Vasi linfatici".

I LINFONODI

La linfa, nel suo viaggio verso il cuore, incontra varie Ghiandole linfatiche (Linfonodi o Nodi linfatici), in cui viene filtrata e ripulita da quanto ha raccolto (cellule morte, microbi uccisi, particelle estranee, ecc.).

I Linfonodi si presentano come strutture a forma di fagiolo e misurano da 1mm a 20mm di diametro. La linfa entra in essi da vari vasi linfatici (afferenti), e se ne esce da uno solo (efferente). Troviamo i Linfonodi nel tessuto connettivo, sotto il primo rivestimento (epitelio) delle membrane (specialmente quelle che rivestono la parte superiore del tratto respiratorio), nell'intestino e nell'apparato genito-urinario.

Va notato che nessuna parte di linfa riesce ad entrare nel sangue se prima non ha attraversato uno o più Linfonodi. Ricordiamo anche che a livello dell'intestino la linfa provvede all'assorbimento dei grassi che da cibo digerito passano nei villi intestinali.

Se, per qualche motivo, i Linfonodi o i Vasi linfatici si dovessero ostruire, il liquido si accumulerebbe negli spazi interstiziali causando un edema (gonfiore).

Drawing of a lymph node
Nodo linfatico
From: (>http://press2.nci.nih.gov/)

LA PULIZIA DELLA LINFA

Il materiale trasportata dalla linfa può consistere in microbi, macrofagi vivi o morti, cellule tumorali, cellule morte o danneggiate e particelle entrare dall'esterno. Il materiale organico viene distrutto dai macrofagi e da sostanze con potere antibiotico. Vi sono comunque delle particelle inorganiche (generalmente inalate) che i macrofagi non posso distruggere, essi le inglobano e talvolta ne restano danneggiati.

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FUNZIONI E COSTITUZIONE DEL SISTEMA LINFATICO up.jpg

Questo sistema è composto da diverse parti, di cui alcune già viste più sopra come la linfa, i Vasi linfatici ed i Linfonodi, a cui si aggiungno gli Organi linfatici primari e gli Organi linfatici secondari.

Le sue funzioni includono l'assorbimento del linquido interstiziale di eccesso che, come "linfa" viene riportato nel sangue. e l'assorbimento del grasso dai villi intestinali.

Il movimento della linfa viene causato dalla contrazione dei muscolo scheletrici che comprimono i vasi linfatici. Apposite valvole impediscono che la linfa, spinta in avanti dalla pressione dei muscoli, possa ritornare indietro.

ORGANI LINFATICI PRIMARI Sono costituiti dal midollo osseo e dal timo. Nel midollo osseo vi sono le cellule staminali da cui nascono i globuli rossi (Eritrociti) e quelli bianchi (Leucociti) del sangue. Tra i globuli bianchi troviamo i Monociti ed i Linfociti B e T.

Mentre i Linfociti B maturano nello stesso midollo osseo, i Linfociti T migrano nel Timo dove, mediante l'ormone timosine giungono a completa maturazione. Entrambi, una volta maturati entrano negli Organi Linfatici Secondari dove circolano e si accumulano.

Drawing of the human body, showing the location of the organs of the immune system

Organi del Sistema Linfatico
From: (>http://press2.nci.nih.gov/)

ORGANI LINFATICI SECONDARI

Sono costituiti da tessuti linfatici estremamente specializzati come i Linfonodi e la Milza, ed altri meno organizzati come i MALT (Mucosa Associated Lymph Tissue), ovvero Tessuti Linfatici Associati alla Mucosa, che sono disposti strategicamente in ogni parte del corpo.

LA MILZA

Quest'organo è simile ai Linfonodi con l'eccezione che è molto più grande ed è piena di sangue di cui si può considerare come una riserva. La Milza purifica sia il sangue che la linfa che fluiscono attraverso di lei. Se quest'organo si danneggia o viene rimosso l'individuo diventa più soggetto alle infezioni.

I TESSUTI DEL MALT

Questi tessuti costituiscono uno dei maggiori organi linfatici secondari. Sono distribuiti sulla superfice delle mucose ed arrivano a coprire un'area di circa 400m2. Considerata l'enorme quantità di antigeni che entra in contatto con tali mucose, si comprende quanto sia importante la loro azione di difesa immunitaria.

Le tonsille, le Placche di Peyer nella membrana dell'intestino Ileo, e l'appendice ileo-cecale, sono tutti luoghi ove il Malt è presente. Possiamo perciò affermare che la funzione strategica del MALT è quella di proteggere l'apparata respiratorio, digerente, genitale e urinario, da microbi ed altro materiale estraneo.

Va notato che il nome dei tessuti del MALT cambia in relazione al punto ove sono localizzati, avremo pertanto la seguente classificazione:

  • GALT. Gut-Associated Lymphoid Tissue (appendice ileo-cecale e Placche di Peyer nell'intestino tenue).
  • BALT. Bronchial/tracheal-Associated Lymphoid Tissue (tessuto linfatico nelle mucose del bronchi).
  • NALT. Nose-Associated Lymphoid Tissue (tessuto linfatico presente nel naso).
  • VALT. Vulvovaginal-Associated Lymphoid Tissue (tessuto linfatico presente nella vulva/vagina).
  • SALT. Skine-Associated Lymphoid Tissue (tessuto linfatico presente sotto la pelle).

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LA DIFESA ATTUATA DAL SISTEMA LINFATICO up.jpg

I linfonodi contengono molte fibre reticulari che sostengono i macrofagi e le cellule dendritiche, e sono un luogo ove continuano a circolare i Linfociti B e i Linfociti T ormai giunti a maturazione. Ricordiamo come, nei vari linfonodi, circolino in media di 25 miliardi di Linfociti nel corso delle 24 ore.

I Linfonodi contengono degli scompartimenti in cui vi sono degli aggregati di cellule specializzate nel combattere gli antigeni che vi arrivano trasportati dalla linfa. Fanno parte di queste cellule i i macrofagi stazionari nella Milza ed una popolazione di Linfociti B e T in continuo cambiamento.

È in questa sede che iniziano le risposte immunitaria, perché quando i microrganismi o altri "nemici" riescono ad entrare dei tessuti, sono trasportati della linfa nel linfonodo più vicino. Una volta entrati, vengono diretti nella regione periferica dove vengono fagocitati dai macrofagi e dalle cellule dendritiche.

L'importante ruolo dei macrofagi (grandi mangiatori) up.jpg

I macrofagi sono globuli bianchi sempre all'erta per riconoscere eventuali nemici (non self) e si trovano disseminati in tutto il Sistema linfatico, linfonodi e milza compresi.

I macrofagi sono in grado di fagocitare varie sostanze, tra cui citiamo: residui di cellule morte, batteri, sostanze chimiche tossiche e minerali nocivi. Va notato che non sono in grado di riconoscere cellule vitali di organismi simili a quello a cui appartengono. La selezione risulta perciò piuttosto grossolana, da ciò ne approfittano alcuni batteri che si mimetizzano e perciò non vengono riconosciuti come nemici.

Quando i macrofagi incontrano un antigene nemico lo inglobano e distruggono e ne espongono dei frammenti sulla loro membrana. Quando un Linfocito T helper incontra tali frammenti, se sono affini a lui, si attiva e secerne una interleuchina-2.

A sua volta, l'interleuchina-2 attiva i Linfociti T citotossici o Cellule naturali killer (NK) che sono affini allo stesso antigene, inducendole a moltiplicarsi generando molte cellule uguali capaci di uccidere tutte i "nemici" che hanno quel dato antigene.

I Linfociti T helper, possono anche, utilizzando le interferon-gamma e i fattori chemiotattici, attivare altri macrofagi, richiamare altri leucociti granulociti ed innescare una "reazione immunitaria mediata da anticorpi", ovvero stimolare la produzione di anticorpi (immunoglobuline) da parte dei Linfociti B.

Ricordiamo come i Linfociti T rivestano un importante ruolo nel combattere le infezioni virali.

La reazione immunitaria mediata da anticorpi

Le cellule plasmatiche liberano nella linfa da 2000 a 20.000 anticorpi al secondo nei quattro o cinque giorni seguenti. I Linfotici B della memoria vivono, invece, per mesi o anni, e costituiscono la memoria del Sistema immunitario.

Le cellule B, a loro volta, si dividono, formando celle plasmatiche e celle di memoria di B.

Le cellule plasmatiche liberano nella linfa da 2000 a 20.000 anticorpi al secondo nei quattro o cinque giorni seguenti. Le cellule della memoria di B vivono, invece, per mesi o anni, e costituiscono la memoria del Sistema immunitario.

La difesa, organo per organo up.jpg

I microrganismi e gli altri antigeni che entrano:

  • nel sangue, vengono trasportati nella milza dove vengono distrutti dai macrofagi ivi presenti.
  • nel tratto respiratorio, incontrano i macrofagi nelle tonsille, nel BALT ed altri tessuti linfatici associati alle mucose di quest'area (MALT).
  • nel tratto intestinale, incontrano i macrofagi nelle Placche di Peyer ed altri tessuti linfatici associati alle mucose di quest'area (GALT).
  • nel tratto genito-urinario, incontrano i macrofagi nelle mucose di quest'area (MALT).
  • dalla pelle, incontrano i macrofagi nei tessuti linfatici associati alle mucose di quest'area (SALT).

Come si può constatare, non importa come i microbi e gli altri antigeni entrano nel corpo, incontreranno comunque dei macrofagi che inizieranno la risposta immunitaria più adatta per sconfiggerli ed eliminarli.

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Glossario up.jpg

Agenti patogeni. Sono organismi unicellulari, invisibili ad occhio nudo, capaci di danneggiare il nostro organismo. Si suddividono in: batteri, virus e funghi (o miceti).
Agranulociti. Cellule bianche del sangue senza granuli nel citoplasma.
Allergene. Dicesi di qualcosa (generalmente una cellula) che possiede un Antigene (vedi sotto) che il corpo riconosce come pericoloso per la sua integrità. In altre parole è una sostanza capace di scatenare una reazione allergica. Tra gli allergeni si trovano: polline, polvere, insetti o animali e i peli di animali.
Anafilassi. Si chiama così una malattia allergica, grave ed acuta, che si manifesta poco tempo dopo (secondi o minuti) che una persona già sensibilizzata ha contattato l’allergene. Pertanto non si manifesta mai mai al primo contatto con la sosotanza incriminata.
Antigene. Sono delle molecole molto grandi (macromolecole) che il corpo riconosce come nemici per la sua salute. Molti antigeni sono proteine estranee, alcuni, comunque, sono polisaccaridi o acidi nucleici. Pertanto esistono antigeni di microbi e antigeni ambientali (pollini, latte vaccino, penicillina, ecc.).
Antigen-presenting cells (APCs) = Dendritic cells (DC).
Anticorpi. Detti anche Immonuglobuline, sono proteine plasmatiche prodotte dal Sistema Immunitario per proteggere il corpo mediante l'Immunità mediata da anticorpi, detta anche "immunità umorale" perché si sviluppa nel sangue. Servono a riconoscere e combattere gli eventuali "nemici" (es. per virus, batteri) tramite i loro antigeni (vedi sopra). Possono uccidere il nemico direttamente o fare in modo che i macrofagi li possano inglobare. Fanno parte del gruppo delle immunoglobuline le: IgM, IgA, IgD, IgE. Le IgG, sono le più abbondati (75%), ed anche quelle che rispondono subito dopo il contatto delle IgM con l'antigene nemico. Le IgE sono considerate come uno degli agenti principali capaci di scatenare le allergie.
Cellula. È la parte più piccola del nostro corpo. È costituita da un nucleo centrale circondato dal citoplasma, il tutto è protetto dalla membrana cellulare. Nell'uovo, che è una grande cellula, il citoplasma è rappresentato dall'albume, il nucelo dal tuorlo e la membrana cellulare dal guscio.
Cellule dendritiche. Hanno una costituzione stellata.
Cellule M. Vengono così chiamate perché hanno delle microfenditure sulla superfice rivolta verso l'interno ed hanno un'apparenza membranosa. Adempiono a vari compiti, come assobimento, trasporto, elaborazione e presentazione degli antigeni alla cellule linfatiche sotto l'epitelio intestinale. Quelle localizzate sopra le Placche di Peyer (intestino) permettono che gli antigeni raggiungano i tessuti linfatici sottostanti.
Cellule T killer o Cellule T citotossiche. Vengono così definiti i Linfociti T che, una volta attivati, emettono delle sostanze in grado di uccidere le cellule nemiche.
Cellule tumorali. Cellule che si moltiplicano in modo anomalo, senza neppure giungere alla completa maturità.
Chemiotassi positiva. Processo che aiuta l'organismo a concentrare i globuli bianchi nel sangue (Linfociti, Neutrofili, ecc.) nel punto in cui è stato riscontrato un pericolo.
Citochine. Proteine di piccole dimensioni, prodotte dalle cellule del sistema immunitario (macrofagi, linfociti), che trasmettono messaggi in grado di attivare funzioni specializzate come la riproduzione e la differenziazione cellulare. Vedi interleuchine.
Citoplasma. La parte che, in una cellula, circonda il nucleo. In un uovo, che è una grade cellula, il citoplasma viene chiamato "albume" ed il nucleo "tuorlo".
Complemento. È un componente del plasma sanguigno formato da venti proteine complesse, chi si attivano in cascata, una dopo l'altra, e sono in grado di eliminare le cellule nemiche attaccandosi e perforando la loro membrana protettiva.
Clusters of differentiation (CD). I linfociti possono essere classificati sia in base alla loro funzione sia al loro marcatore di superfice definito da come si combinano le molecole sulla loro superficie. Questi marcatori di superficie sono stati definiti "clusters of differentiation (CD)". Finora sono stati identificati 78 CD, per es. CD23, il ricettore sulla porzione FC della IgE e il CD8 che si trova sui linfociti T suppressori
Complesso antigene-anticorpo. Dicesi del legame di un anticorpo con un antigene. Lo scopo di tale lagame è quello di distruggere l'antigene o di attaccarlo ad un Fagocito o ad una Cellula T (Cellula citotossica) che provvederanno a distruggerlo.
Dendritic cells (DC) = Antigen-presenting cells (APCs).
Diapedesi. Processo con cui alcuni globuli bianchi escono dai vasi sanguigni ed entrano negli spazi tra le cellule.
Eparina. È un anticoagulante naturale (usato spesso come farmaco, nei casi in cui si debba evitare la coagulazione, e come additivo nei prelievi di sangue.
Epitelio. Parte più superficiale della mucosa che ricopre molti organi.
Epitelio degli alveoli polmonari. È costituito dai Pneumociti di I e II tipo. I Pneumociti di II tipo secernono delle sostanze grasse (lipoproteine) che ricoprono le pareti proteggendole, ed i macrofagi inglobano le eventuali particelle estranee arrivate con l'aria.
Fagociti. Sono i globuli bianchi con capacità fagocitarie. Tra essi troviamo: eosinofoli, neutrofili e monociti. Vanno anche nominati i macrofagi, che sono dei Monociti aggresciuti con notevoli capacità fagocitarie. Va ricordato che i macrofagi vengono chiamati con nomi diversi in relazione al tessuto dove sono localizzati.
Fagocitosi. Capacità di alcuni globuli bianchi del sangue, che permette loro di inglobare e digerire alcune particelle anomale all'organismo. Tra essi troviamo: eosinofoli, neutrofili e monociti (macrofagi). Questi ultimi prendono un nome diverso a secondo del tessuto dove sono localizzati.
Fattori chemiotattici. Sostanze in grado di promuovere la Chemiotassi (vedi).
Globuli bianchi del sangue. Vedi "Leucociti".
Granulociti. Linfociti Bianche del sangue con granuli nel citoplasma.
Immunità. Condizione per cui si è refrattari ad un morbo, a un veleno o altri agenti dannosi. L'immunità viene distinta in naturale e acquisita. Quella acquisita, essendo spesso comune a tutti i soggetti di una stessa specie, è permanente.
Immunoglobuline. Vedi "Anticorpi".
Immunologia. Parte della medicina che studia i fenomeni dell'immunità, i meccanismi e le condizioni della loro comparsa e le direttive di ordine profilattico e terapeutico che se ne possono trarre.
Insulina. È uno dei molti ormoni. Aiuta a trasformare il cibo che assumiamo in energia. Ci aiuta anche a farne una riserva da usarsi quando ne abbiamo bisogno. Tra un pasto e l'altro essa aiuta nell'utilizzo degli zuccheri e dei grassi che abbiamo accumulato.
Istamina. Sostanza chimica in grado di causare vasodilatazione, edema (gonfiore), broncospasmo (asma bronchiale), iperperistalsi intestinale (vomito e diarrea). Nei casi più gravi può causare il crollo della pressione e collasso (shock anafilattico).
Il suo compito è quello di far dilatare i vasi sanguigni in modo che i globuli bianchi, preposti alla difesa, possano uscire dai vasi sanguigni ed iniziare la battaglia contro i nemici.
Lamina propria. Strato sottostante l'epitelio, ovvero la parte più superficiale della mucosa che ricopre molti organi.
LEC. Liquido extracellulare (liquido presente tra una cellula e l'altra). Corrisponde al 20% del peso corporeo ed è a sua volta suddiviso in: 1. plasma (parte del sangue); 2. liquido interstiziale (vedi); 3. una minima quantità di altri liquidi.
Leucociti. Nome generico per indicare i globuli bianchi del sangue. Se hanno dei granuli nel citoplasma prendono il nome di "granulociti", ne fanno parte Neutrofili, Basofili ed Eosonofili. Se non hanno i granuli si chiamano "agranuliciti", ne fanno parte i linfociti, monociti e i macrofagi.
LIC. Liquido intracellulare (liquido presente nelle cellule).
Linfociti. Globuli bianchi del sangue che attuano la risposta immunitaria.
Mentre i Linfociti B maturano nello stesso midollo osseo, i Linfociti T migrano nel Timo dove, mediante l'ormone timosine giungono a completa maturazione. Entrambi, una volta maturati entrano negli Organi Linfatici Secondari dove circolano e si accumulano.
Linfonodi. Sono un rigonfiamento dei vasi linfatici dove si trovano molti linfociti T.
Liquido interstiziale. Liquido presente negli spazi tra le cellule. Claude Bernard lo ha definito l'ambiente fluido in cui vivono le cellule, in contrasto con l'atmosfera in cui vive il corpo.


Macrofagi. Sono dei globuli bianchi di tipo Monocito, che sono cresciuti in grandezza ed hanno acquisito notevoli capacità fagocitarie, da cui il nome che significa "grandi mangiatori".
Va ricordato che i macrofagi vengono chiamati con nomi diversi in relazione al tessuto dove sono localizzati (ad es. Cellule di Langerhans sulla pelle, macrofagi nei nodi linfatici, Cellule di Kupfer nel fegato, ecc.).
MALT (Mucose Associated Lymphoid Tissue). È un sistema di aggregati linfoidi organizzati come noduli linfatici. Sono localizzati lungo la mucosa del canale alimentare (Placche di Peyer, appendice ileo-cecale), delle vie respiratorie e genitourinarie e nella ghiandola mammaria in allattamento.
Marcatori di superficie. Vedere Clusters of differentiation.
Mast cell. Vedi "Mastociti".
Mastociti o Mastcellule. Sono le sentinelle disposte in ogni area dove il nostro organismo confina con il mondo esterno. Sono esse ad attivare una risposta contro gli agenti nemici.
Mediatori chimici. Sostanze (istamina, chinine, prostglandine), che possono: 1. creare infiammazione; 2. aumentare il flusso del sangue nella zona dove è presente un pericolo; 3. richiamare i globuli bianchi del sangue capaci di uccidere i nemici ed inglobare ciò che rimane della battaglia.
Membrana plasmatica. Involucro esterno delle cellule.
Monociti. Rappresentano circa il 3-8% dei globuli bianchi. Sono mobili, possono uscire dai vasi sanguigni ed entrare nei tessuti per inglobare cellule, batteri, detriti cellulari e cellule cancerognene o infettate da virus. Talvolta i monociti crescono in grandezza e diventano macrofagi.
Opsonizzazione. Processo con cui i microrganismi sono messi nelle condizioni di essere ingeriti e digeriti dai fagociti (fagocitosi).
Opportunistici. Dicesi dei batteri, virus o protozoi che, normalmente, non sono patogeni, ma diventano in grado di provocare infezioni solo in seguito all'indebolimento delle difese immunitarie, come avviene nell’AIDS.
Pinocitosi. Capacità di alcuni globuli bianchi del sangue, per cui lasciano entrare dei liquidi determinati.
Plasma cellule. Rappresentano la tappa finale della maturazione dei linfociti B.
Pneumociti. Sono i Mastociti nei polmoni.
Precursore. Dicesi di una cellula immatura che necessita un periodo di tempo prima di acquisire tutte le sue caratteristiche.
Pus. Prodotto dall'accumulo dei Neutrofili e dei nemici uccisi.
Sentinel lymph node. E' il primo nodo linfatico raggiunto da una cellula tumorale del seno dopo che ha iniziato ad emigrare dalla sua sede primitiva.
Sensibilizzata. Dicesi di una persona che ha contattato un allergene ed il suo sistema immunitario ha creato gli anticorpi per combatterlo. Quindi ne ricorda le caratteristiche, ed è pronto a scatenare una battaglia se lo incontra di nuovo.
Sistemico. Che può interessare diversi sistemi del corpo.
Tessuto connettivo o Matrice. Il tessuto che costituisce e sostiene le cellule vere e proprie dei vari organi.
Tumore. Crescita anomala di tessuto.
Virus. Entità microscopica parassita di una cellula.


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