Progetto Caduceo

Da una diagnosi olistica, una valida terapia.

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APPROCCIO ACCADEMICO APPROCCIO OLISTICO
Anna, 68 anni, "Dottore, da un po' di tempo mi fa male il ginocchio destro mentre cammino".
Dottore, "Capisco, probabilmente lei soffre di osteoartrosi, è un problema comune alla sua età".
Anna, "Cosa posso fare?".
Dottore, "Non si preoccupi, le prescrivo un buon medicinale che le toglierà il dolore."
Anna, "Ma perché mi fa male?".
Dottore, "Purtroppo, nella maggioranza dei casi l'origine del dolore osteartrosico rimane ancora sconosciuta, lo ha affermato il prof. Walter Grassi, primario di Reumatologia al Policlinico di Ancona".*
Anna, "Grazie, dottore, buon giorno a lei".


*Osteoartrosi, inutili gli antinfiammatori per metà dei paziente.
Tratto da: http://www.medinews.it/news,2215

Lisbona - Il 53,8% dei 4 milioni di italiani con osteoartrosi al ginocchio assumerebbe inutilmente antiinfiammatori non steroidei per alleviare il dolore. E’ quanto afferma uno studio multicentrico condotto su 600 malati di 7 Paesi europei, Italia compresa, presentato oggi al congresso EULAR in corso a Lisbona. Utilizzando la tecnica a ultrasuoni, i ricercatori hanno infatti scoperto che più di un paziente su due non mostra in realtà segni evidenti di infiammazione.

“Nonostante diverse altre indagini suggeriscano un collegamento tra episodi dolorosi da osteoartrosi e reazione infiammatoria – afferma il prof. Walter Grassi, primario di Reumatologia al Policlinico di Ancona e coordinatore nazionale dello studio nel nostro Paese – nella maggioranza dei casi l’origine del dolore osteartrosico rimane ancora sconosciuta. Per questo – prosegue l’esperto - è necessaria un’accurata attività di diagnosi affinché queste manifestazioni dolorose vengano collegate con sicurezza a fenomeni infiammatori e i medici possano quindi scegliere il trattamento adeguato”. Secondo lo studio, a più della metà dei pazienti basterebbe infatti assumere un semplice analgesico come il paracetamolo per ottenere beneficio, senza quindi andare incontro agli effetti collaterali di un antinfiammatorio non steroideo.

Ed una conferma in questo senso arriva anche da Michael Doherty, professore di Reumatologia dell’Università di Nottingham e co-segretario della Task Force dell’EULAR, che ha stilato le raccomandazioni per la cura dell’artrosi al ginocchio - destinate ai medici di base, ai reumatologi, ai chirurghi ortopedici e ai fisioterapisti - e su cui ogni Paese è invitato a produrre proprie linee guida. “Le raccomandazioni – dice Doherty - riconoscono che il trattamento efficace dell’artrosi al ginocchio prevede misure farmacologiche e non. Nel lungo periodo le misure non farmacologiche (ginnastica, correzione della postura, ecc.) rimangono quindi la terapia principale e sono in grado di offrire nei pazienti ricettivi un beneficio addizionale nella cura del dolore in associazione con analgesici, come il paracetamolo”. L’osteoartrosi è la più comune malattia alle articolazioni e quella al ginocchio è la prima causa di disabilità cronica tra i pazienti sopra i 65 anni

Secondo uno studio, a più della metà dei pazienti basterebbe infatti assumere un semplice analgesico per ottenere beneficio, senza quindi andare incontro agli effetti collaterali di un antinfiammatorio non steroideo.

Ed una conferma in questo senso è arrivata anche da Michael Doherty, professore di Reumatologia dell'Università di Nottingham e co-segretario della Task Force dell'EULAR, che ha stilato le raccomandazioni per la cura dell'artrosi al ginocchio - destinate ai medici di base, ai reumatologi, ai chirurghi ortopedici e ai fisioterapisti - e su cui ogni Paese è invitato a produrre proprie linee guida.

"Le raccomandazioni - ha sottolineato Doherty - riconoscono che il trattamento efficace dell'artrosi al ginocchio prevede misure farmacologiche e non. Nel lungo periodo le misure non farmacologiche (ginnastica, correzione della postura, ecc.) rimangono quindi la terapia principale e sono in grado di offrire nei pazienti ricettivi un beneficio addizionale nella cura del dolore in associazione con analgesici".

Anna, 68 anni, "Dottore, da un po' di tempo mi fa male il ginocchio destro mentre cammino".
Dottore, "Capisco, probabilmente lei soffre di osteoartrosi, è un problema comune alla sua età".
Anna, "Cosa posso fare?".
Dottore, "Ora le preparo un programma di cura, vedrà che ne trarra giovamento."
Anna, "Ma perché mi fa male?".
Dottore, "Perché, nel tempo, la cartilagine che copre le estremità delle osse, in modo che sfregando non si logorino, si è consumata o degenerata".
Anna, "Che cosa genera questa malattia?".
Dottore, "Vi sono alcuni fattori principali che cercherò di spiegarle brevemente:
  1. L'uomo, a differenza dei carnivori, non dispone di un particolare enzima detto "uricasi", che trasforma l'acido urico (*), dapprima in allantoina e poi per idrolisi in urea, e quindi eliminato con l'urina. Nell'uomo, l'acido urico proveniente dall'uso alimentare della carne, si combina con il sodio e si deposita soprattutto nelle articolazioni, sotto forma di urato di sodio, provocando dolori, tumefazioni e deformazioni (gotta). Pertanto, se assume molti prodotti proteici (carne, pesce, pollo, uova, formaggi, salumi), o la sua funzionalità renale è scarsa, gli acidi urici prodotti con la digestione vanno a danneggiare le articolazioni.
  2. L'acqua contiene del calcaree che nel tempo si deposita sulle cartilagini. Questo provoca una malattia chiamata condrocalcinosi articolare diffusa che colpisce, prevalentemente, il ginocchio, le anche e le spalle.
  3. Il liquido lubrificante nelle articolazioni tende a consumarsi, perché l'abitudine di bere al pasto rende difficile la digestione dei grassi e vengono poco usati i grassi del tipo Omega 3 (ad es. l'olio di fegato di merluzzo).
Tutti questi fattori, nel tempo, contribuiscono a far degenerare l'articolazione.
Anna, "E allora, cosa posso fare?".
Dottore, "Semplice, seguire le istruzioni che ora le preparo... e seguirle con pazienza e ottimismo!".
Anna, "Grazie, dottore, buon giorno a lei".

(*) Per dettagli sull'acido urico visitare il sito http://stopacidourico.viveremeglio.org



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"Progetto Caduceo"
Una proposta per un'approccio olistico alla diagnosi ed alla terapia.